Vestirsi di latte di mucca e andarne fieri
“Tutti a ridere di gioia partecipando all’ebrezza di
un filo di caseina
sono un latte che ritorna beatamente alla
sua pura mammella
bobina bobina mia, mia, mia
re-si-sten- te”.
Conviene tornare un attimo alla sanzioni contro l’Italia. Da sempre il nostro paese è debitore verso altre nazioni di materie prime che da noi non ci sono o scarseggiano, come, ad esempio, il grano duro per la fabbricazione della pasta, alimento principale della dieta italiana, e tenero per il pane. Il grano migliore, al tempo era quello russo, scatta quindi il messaggio propagandistico di autarchia, cioè cerchiamo di fare da soli e produrre il massimo in proprio. Ecco così la “battaglia del grano”, il Concorso sul tema del pane, tra l’altro vinto da uno studente bresciano: Franco Tadini dell’Istituto Magistrale di Brescia. Dagli anni ‘25 ai ’30 dalla Russia si importano 20-25 milioni di quintali di grano, ancora prima delle sanzioni il problema agricolo di approvvigionamento era pesante. Si rilancia la produzione del riso e si invitano gli italiani ad abbandonare la pastasciutta, Marinett,i con altri intellettuali del tempo, si butta nella mischia al grido: “Abbasso la pastasciutta!” e si stampa, nel 1930, il Manifesto della cucina futurista (a cui seguirà due anni dopo un libro di ricette) che vedrà schierati molti personaggi del periodo. Certo non tutti sono d’accordo, nemmeno tra i fascisti, lo stesso Mussolini non si pronuncia, dalla Liguria giunge una supplica al senatore Marinetti: “Noi siamo d’accordo sul messaggio ma ci lasci, la preghiamo, le trofie, i pansoti, i mandilli de saea…” non sappiamo di proteste tra i napoletani ma forse avranno ignorato il consiglio; la Barilla pubblica sul Corriere una fotografia di Marinetti con la dicitura: “Marinetti dice basta, abolita sia la pasta, poi si scopre Marinetti che divora gli spaghetti!”.
Con le sanzioni la situazione si aggrava e sarà un proliferare di surrogati: cioccolato e caffè, burro e olio d’oliva, carne e pesce. Sarà il trionfo delle uova (per chi le ha), delle verdure e di polpette, polpettoni e ricette “a imitazione di” e le autrici del tempo come Petronilla, Ada Boni e le riviste femminili si prodigheranno in consigli: “per questi tempi eccezionali”.
Quindi torniamo al nostro ingegnere gavardese la sua idea non si esaurisce con la chiusura della produzione di Snia Viscosa. Lanital fu acquistata da un marchio tedesco che ne fece un tessuto di alta moda e così, dopo vari passaggi di proprietà, oggi leggiamo:
“Dopo anni di
ricerche, il team di DueDiLatte ha individuato nella fibra di latte quelle
innumerevoli proprietà che contribuiscono alla creazione di capi di abbigliamento
a basso impatto ambientale, senza però rinunciare all'estetica”.
Antonio Ferretti di Gavardo morirà a Milano il 4 novembre del 1955 con i titoli di Commendatore di San Giorgio, Grande ufficiale della corona e Cavaliere del lavoro, onorificenze all’ingegno bresciano.
Nelle illustrazioni: Lanital Snia Viscosa pubblicità;
Fiera di Milano padiglione Lanital; Racconti di cose belle e buone dei
bresciani; La cucina futurista; Marinetti e gli spaghetti; Ricette per tempi
eccezionali di Petronilla; Due di latte modello.







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