Minestra, la biada
dell’uomo
Lo
affermava, sicuro, Pellegrino Artusi nel suo fortunato manuale su La scienza
in cucina e l’arte di mangiar bene, che la minestra, la biada dell’uomo
diceva, era un corroborante salutare e, per millenni, è stato così. La stessa
origine della parola “ristorante” deriva da ristorare, restaurante in
spagnolo e i primi locali fornivano proprio brodi e minestre ai propri
avventori. Anche nel Bresciano vi sono alcune minestre originali che oggi non
propone più nessuno, perché è più veloce cuocere un piatto di pasta, di
casoncelli o di risotto magari con l’acqua come insegna la scuola marchesiana.
Per fare la minestra occorre un buon brodo di carne o di verdure, e tanti
ortaggi servono per fare un buon minestrone.
Eppure,
i nutrizionisti ci insegnano che un piatto, ad esempio, di pasta e fagioli è un
alimento completo dove le proteine della carne sono sostituite dall’insieme di
cereali e legumi. Ecco, appunto l’insieme. Nel mio ricettario sulla cucina
bresciana suggerisco alcune ottime minestre: quella di mariconde dove
piccoli gnocchetti di pane e formaggio, volendo anche un trito di pollo
avanzato, cuociono velocemente in un buon brodo, anche di verdure. La minestra
di coda di bue, trova un alleato nell’inglese oxtail soup ma la
nostra è più raffinata, si tratta di fare con la coda un ottimo brodo di carne,
con le solite verdure. Una volta cotta la coda si scalcheranno i pezzetti di
carne che si rimetteranno in pentola con il brodo e, a bollore, si aggiungerà
della pastina da minestra come i risoni, un pezzetto di burro e grana a finire
il piatto. Mia suocera faceva una pasta e fagioli rustica ma buonissima,
facendo cuocere i fagioli secchi (naturalmente ammollati) e qualche pezzo di
patata lentamente nell’angolo della stufa e versando 20 minuti prima di andare
a tavola degli spaghetti spezzettati, per renderla più densa potete schiacciare
con una forchetta le patate e qualche fagiolo. Con gli avanzi del pane si
faceva la panada, pane a pezzetti cotto a lungo nel brodo, fino a
completo disfacimento, terminando un soffitto di burro e salvia. Per fare il
minestrone occorre osservare una certa proporzione tra le verdure usate,
troppa carota lo rende troppo dolce, il sedano migliore è quello verde, zucca e
patate lo addensano. Il periodo migliore è la fine dell’estate, quando l’orto
ha gli ultimi pomodori, zucchine, i primi fagioli e le prime zucche. Fatelo
cuocere per tempo e servitelo tiepido, i milanesi aggiungono il riso, i
genovesi il pesto. Infine, i brofadèi, cubetti di impasto di burro,
farina e uova, cotto al forno, ridotto a cubetti da servire in un ottimo brodo
di carne, vi posso assicurare che è una minestra degna di un pranzo elegante.
Di seguito: pasta e fagioli, la panada, i brofadèi, le mariconde




Di seguito: pasta e fagioli, la panada, i brofadèi, le mariconde



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